I figli di Medea PDF

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DESCRIZIONE

Mea e Gias, di sette e cinque anni, vorrebbero fuggire da casa. I loro genitori, Medea e Giasone, sono tutti presi dai propri conflitti, dal proprio dolore, e non si accorgono di quanto anche i figli stiano soffrendo. Giasone ha un nuovo amore e Medea, sola in un paese straniero, senza amici e senza lavoro, si sente disperata e depressa. Ma che cosa vuol dire separarsi? E perché succede? E come mai rispondere a certe domande dei piccoli per i grandi è così difficile? A Stoccolma, Svezia, nel 1975, tra gli spazi del Teatro Unga Klara e quelli delle scuole con cui lavoravano, Suzanne Osten e Per Lysander riscrissero la Medea di Euripide con i bambini. Volevano raccontare loro le tragedie dell'infanzia, prendere sul serio le esperienze dei piccoli e scrivere un dramma del destino sulla limitata possibilità di agire nel mondo dei grandi; attraversare con loro ogni possibilità di fuga dal dramma, per poi scoprire che la liberazione avviene a casa se finalmente si viene aiutati a comprendere la realtà. È nato così "I figli di Medea": un'opera divertente, profonda, importante, convincente; un esperimento di scrittura e teatro con i piccoli che appare ancora oggi unico e irripetibile. Età di lettura: da 6 anni.

DATA 2020
ISBN 9788885592193
NOME DEL FILE I figli di Medea.pdf
DIMENSIONE 10,69 MB
AUTORE Lysander Per,Suzanne Osten
Siamo lieti di presentare il libro di I figli di Medea, scritto da Lysander Per,Suzanne Osten. Scaricate il libro di I figli di Medea in formato PDF o in qualsiasi altro formato possibile su antondemarirreguera.es.

La sindrome di Medea - Gli psicologi

Medea è sì vendicativa, ma anche terribilmente crudele: lo scopo è oramai farla pagare al suo amato, e perché ne venga fuori davvero distrutto bisogna privarlo del suo bene più grande, i figli. Giasone vedrà purtroppo Medea salire verso il cielo con il carro del sole, portando con sé i corpi senza vita dei figli ai quali lui non potrà ...

Medea in "Enciclopedia dei ragazzi" - Treccani

O figli, o figli, a voi non manca né città né casa, dove, della madre orbati, abiterete eternamente; ed io andrò fuggiasca ad altra terra, prima ch'abbia di voi gioito, abbia la vostra felicità veduta, ad una sposa v'abbia congiunti, e il talamo di nozze adornato, e levate alte le fiaccole.

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